ALLERGIE E MICROBIOTA INTESTINALE

Nuove conferme del ruolo determinante dei microrganismi intestinali nella genesi delle patologie allergiche si stanno moltiplicando. Mantenere l’ambiente intestinale pulito e in sano equilibrio è quindi di grande ausilio.

 

Le malattie allergiche, come l’allergia respiratoria, cutanea e alimentare, sono drammaticamente aumentate negli ultimi decenni. Un ruolo sicuramente importante lo gioca l’aumento dell’inquinamento atmosferico. L’ONU, dopo l’OMS ha recentemente rilanciato l’allarme: l’inquinamento ambientale è la causa del 25% delle malattie. Nel 2015 sono morte per le conseguenze dei danni all’ambiente quasi 9 milioni di persone. È a rischio, a causa delle condizioni del pianeta, la salute della popolazione e, secondo i dati presentati alla conferenza di Nairobi l’inquinamento, nelle sue diverse forme, potrebbe portare milioni di morti premature entro il 2050. Anche l’inquinamento “indoor” meno conosciuto ma non meno influente sul peggioramento della nostra salute, influisce sull’aumento delle patologie, soprattutto quelle di natura allergica.

Ricerche recenti indicano un ruolo centrale del microbioma (la popolazione più numerosa dentro al nostro stesso corpo: 100 mila miliardi di microrganismi), che è fortemente influenzato da molteplici fattori ambientali e dietetici. È ben noto che il microbioma può modulare la risposta immunitaria, dallo sviluppo cellulare alla formazione di organi e tessuti, esercitando i suoi effetti attraverso interazioni multiple sul sistema immunitario. È stato descritto che, in una certa misura maggiore che i cambiamenti dell’ambiente, a causa della alterata nutrizione si produce la disbiosi nell’intestino. I batteri “cattivi” si moltiplicano di più rispetto a quelli “buoni” (eubiosi), grazie alla nostra cattiva alimentazione e al nostro cattivo stile di vita. Attraverso l’influsso del microbioma polmonare, vengono indotti cambiamenti qualitativi e quantitativi nella composizione e nell’attività metabolica con effetti nel respiro e nella pelle. In particolare, l’alterazione dei microbiomi della pelle, del tratto respiratorio e del tratto gastrointestinale (GIT) sono coinvolti nella genesi delle malattie allergiche. Nel GIT, il microbioma ha dimostrato di essere importante nello sviluppo di risposte effettrici o tolleranti a diversi antigeni bilanciando le attività delle cellule Th1 e Th2. Un gruppo di scienziati del dipartimento immunologico della Università di Barcellona, diretto da Mariona Pascal ha portato notevoli progressi nella dimostrazione scientifica che la disbiosi batterica è associata a disturbi infiammatori cronici e che il microbioma può essere considerato un bersaglio terapeutico per il trattamento di malattie infiammatorie, come l’allergia.

 

Malattie allergiche, che comprendono patologie infiammatorie eterogenee come allergie respiratorie e alimentari, sono caratterizzate da una risposta immunologica con linfociti T che producono interleuchine (IL-4, IL-5 e IL-13) e interferoni gamma (IFN-γ) che sono coinvolte nell’infiammazione allergica, tramite attivazione di mastociti, basofili ed eosinofili. David Strachan, negli anni ’80, al St. George’s Hospital Medical School a Londra, elaborò la sua “ipotesi igienica”: i cambiamenti dell’ambiente e della nutrizione producono una disbiosi nella pelle, nell’intestino o nel microbioma polmonare che inducono cambiamenti qualitativi e quantitativi in composizione e attività metabolica. Più recentemente Erika von Mutius del Children’s Hospital dell’Università di Monaco, ha messo in evidenza come il fatto di vivere in campagna riduce in maniera significativa il rischio di sviluppare asma e allergie poiché i bimbi che vivono in ambiente rurale entrano da subito in contatto con certi batteri e certi funghi che non possono essere presenti in ambiente urbano.

Ora queste malattie sono drammaticamente aumentate nella prevalenza negli ultimi decenni e le ricerche recenti indicano un ruolo centrale del microbiota. È ben noto infatti che il microbioma può modulare la risposta immunitaria, dallo sviluppo cellulare alla formazione di organi e tessuti esercitando i suoi effetti attraverso molteplici interazioni con i rami innati e acquisiti del sistema immunitario. Oggi, l’uso di strumenti indipendenti dalla cultura batterica come il sequenziamento di prossima generazione per identificare diversi microbi ha permesso lo studio di popolazioni complesse e il loro ruolo nella salute e nelle malattie. Qui, rivediamo il potenziale ruolo dei microbiomi della pelle, del tratto respiratorio e del tratto gastrointestinale (GIT) nelle malattie allergiche.

 

Nonostante alcune limitazioni, gli interventi con probiotici, prebiotici e / o simbiotici sembrano promettenti per lo sviluppo di una terapia preventiva ripristinando la funzionalità alterata del microbioma o come coadiuvante nell’immunoterapia specifica.